Parchi

Situata a metà strada fra il Polo Nord e l’Equatore, beneficiando, per conseguenza, di un clima del

tipo continentale temperato, la ROMANIA giustifica l'abbondanza dei monumenti naturali ivi esistenti anche per il profilo del suo rilievo d’eccezione: il 31% zona montana; il 36% - zona di colline ed altipiani; il 33% - pianure; praticamente parlando, un vero e proprio spettacolo che si estende fra la quota o (zero) ossia il litorale del Mar Nero ed i 2.544 metri d'altitudine (nei monti Fàgàras, la vetta Moldoveanu).
Coperto totalmente o parzialmente di acque marine nel paleozoico inferiore, il territorio del Paese presenta attualmente depositi fossiliferi, monti d'orogenesi ercinica (Màcin, circa 400.000.000 di anni), circhi glaciali e ghiacciai, la più lunga catena di monti vulcanici d'Europa (Oas- Harghita) e la più giovane terra del continente europeo (il Delta del Danubio).
La varietà del patrimonio naturale si rivelò sin dall'antichità: i Greci di Mileto fondarono colonie sulla

riva del Ponto Eusino (secc. VII° - VI° a.C.) e l’Impero romano conquistò la Dacia sfruttando l'oro e l'argento ivi esistenti, nei secc. I° - III° d.C. La ricchezza e la bellezza di questa terra fecero si che si stanziasse il popolo romeno 2.000 anni addietro.


Protetti istintivamente ed empiricamente lungo il tempo, i monumenti della natura attirarono l'attenzione degli uomini di scienza sin dai primi anni del nostro secolo. Il 20 luglio 1920 segnò la creazione in Romania del primo Istituto di Speleologia del mondo, iniziato e diretto dallo scienziato EmiI Racovità; nel 1930 fu promulgata la prima legge per la protezione della natura: nel 1932 fu creata la prima riserva forestale (Domogled-Bàile/le terme di Herculane); nel 1935 fu fondato il primo Parco nazionale (Retezat); nel 1938 fu dichiarata la prima riserva geologica (Detunata Goalà, nei monti Apuseni, ossia i Carpazi Occidentali).
AI presente, come dappertutto, la preservazione delle più di 400 riserve naturali e monument

i della natura è un problema di Stato. La Legge n. 9/1973 prevede le norme di protezione dell'ambiente circostante sottolineando ciò che segue: "Nel perimetro delle riserve o laddove vi siano monumenti della natura è vietato svolgere attività che possano avere per effetto il deterioramento o la modificazione dell'aspetto originario del paesaggio, della composizione della fauna e della flora oppure dell'equilibrio ecologico".

In conseguenza dei provvedimenti attuati, nel 1980 furono conferiti – dalla UNESCO, Diplomi di benemerenza ai Parchi nazionali di Retezat, Pietrosul Mare ed alla riserva Rosca-Letea (del Delta del Danubio); speciali misure di protezione del Delta sono previste nel progetto internazionale UOMO-BIOSFERA
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