Sant'Eustorgio
Di origini paleocristiane, ricostruita una prima volta nell'XI secolo e poi di nuovo nel XII e nel XIII, la chiesa di Sant'Eustorgio è retta sin dal 1220 da monaci domenicani.
Documentata già dal VII secolo, fu danneggiata nel corso del "sacco di Milano" di Federico Barbarossa, e ricostruita secondo canoni romanici dal 1190. La facciata neoromanica è stata apposta fra il 1852 e il 1865. Ulteriori restauri durarono fino al 1966.
La basilica è ricca di spunti di grande interesse al suo interno. Impreziosiscono le navate i monumenti sepolcrali, i trittici e gli affreschi, tutti ad opera di grandi figure della storia dell'arte. Dietro all'altare maggiore si può accedere alla Cappella Portinari, uno tra gli esempi più alti di arte rinascimentale in città. All'interno gli affreschi (1468) della fascia superiore vengono considerati il capolavoro del Foppa, mentre al centro è visibile l'arca di S. Pietro martire (1336-39) di Giovanni Balduccio, in cui riposa Pietro da Verona, assassinato per le sue persecuzioni ai danni dei Catari nel 1252.
Vi si conservano supposte reliquie dei Re Magi, trafugate nel Millecento da Federico Barbarossa ma parzialmente restituite qualche decennio fa.
Da dietro l'altare maggiore si può passare nella magnifica Cappella Portinari. Edificio strutturalmente autonomo rispetto alla chiesa vera e propria, testimonia del rinascimento fiorentino importato qui dai suoi committenti (Pigello Portinari rappresentava a Milano la famiglia bancaria dei Medici).
|